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Formazione per ricollocare il manager

Giovedì 26 Maggio 2011 16:52

Indagine Cfmt- Formazione per ricollocare il manager: il 38% rientra in 6-11 mesi come dirigente (magari atipico) o come imprenditore

di Rosanna Santonocito

Manager a spasso causa crisi: la formazione serve o no per ricollocarsi? Sì, se è innovativa e mirata al riposizionamento. E, soprattutto, se il dirigente ha determinate caratteristiche quali: l'età fra i 41 a 45 anni e in secondo battuta tra i 46 e i 50; la Lombardia come area geografica di riferimento (mentre il Lazio si caratterizza per una maggiore difficoltà dei soggetti a rientrare nel circuito lavorativo), le direzioni generale e commerciale come area aziendale di provenienza e la disponibilità a considerare anche la strada imprenditoriale (25% dei ricollocati).



Il 38% dei manager si è rimesso i attività in 6/11 mesi, il 28% ha trovato ancora posto come dirigente. Il 21% ha accettato un contratto atipico e il 34% di tutti i ricollocati ha subito una riduzione del proprio livello economico dal 5 al 30% in meno.

Il quadro risulta dal campione dei 301 manager coinvolti da marzo a dicembre del 2010 nel progetto formativo «Comincio … da tre!», predisposto per i dirigenti rimasti senza occupazione da Cfmt, Centro Formazione management del terziario, nell'ambito dell' Accordo Quadro sottoscritto nel novembre 2009 da Manageritalia, Confcommercio, Confetra, Assologistica e Federalberghi. Si tratta di un percorso innovativo costruito per favorire l'ampliamento delle competenze manageriali e accrescere le possibilità di riposizionamento professionale dei dirigenti in difficoltà occupazionale.



I tempi del rientro. Dopo il periodo più critico per gli sbocchi occupazionali dei manager, verificatosi fra il 2009 ed i primi mesi del 2010, il rientro nel mercato del lavoro dei dirigenti è stato costante, dice l'indagine, con una progressiva ascesa dei manager rioccupati a partire dal maggio 2010.
Pur essendo cresciuto significativamente il tempo medio di riposizionamento professionale dei manager rispetto al passato - secondo le statistiche di Inps e Cnel il ricollocamento di un lavoratore in mobilità richiede circa 24 mesi - i dati forniti da Cfmt evidenziano che i dirigenti del percorso tendono ad accorciare i tempi medi di ricollocamento sino a 11,8 mesi « abbattendo del 50% il costo sociale della disoccupazione media» commenta Giuseppe Landro, direttore del Cfmt di Roma .

Le aree geografiche. Tredici sono stati i percorsi pianificati (8 iniziative a Milano e 5 a Roma) nell'ambito di «Comincio … da tre!» e i 301 dirigenti protagonisti dell'indagine sono coloro che hanno già concluso la formazione: tra questi i rioccupati sono 145 (ovvero il 48%), per la metà ricollocati in Lombardia. In Lazio, al contrario, mostra il divario più consistente fra la percentuale di inoccupati (33%) in confronto al numero di manager rientrati nel circuito lavorativo (23%).

Il trend mensile dei dirigenti rioccupati evidenzia una maggiore dinamicità degli ingressi nel mercato del lavoro nel periodo novembre 2010 - gennaio 2011. L'andamento ha avuto una flessione nei mesi di febbraio e marzo, evidenziando comunque una buona ripresa della curva dei rioccupati nel mese di aprile 2011. Una quota significativa di manager hanno avviato una nuova attività professionale in 6/11 mesi (38%) e un 16% che si è ricollocato in meno di 6 mesi. Il 27% dei dirigenti dichiara di aver ritrovato lavoro in un arco temporale di 12/17 mesi. Il 7% rientra nel circuito lavorativo anche dopo una lunga attesa di oltre 23 mesi.

Le aree funzionali. I manager con ruoli executive (direzione generale) hanno una elevata propensione al riposizionamento lavorativo (34%) contro una bassa percentuale degli inoccupati (17%). La direzione commerciale è l'altra grande area funzionale da cui proviene una consistente percentuale di manager ricollocati (34%) anche se appare comunque significativo il numero degli inoccupati, pari al 24 per cento.

Le altre aree funzionali che registrano valori superiori di rioccupabilità sono le attività manageriali legate all'Ict, alle risorse umane, agli acquisti ed alla logistica. Sul fronte degli inoccupati, invece, le aree amministrazione e finanza, comunicazione e immagine, marketing e le attività tecniche appaiono le aree funzionali più penalizzate dal reingresso nel mercato del lavoro.

La fascia d'età più colpita dall'esodo dei manager è quella dai 41 ai 55 anni : si conferma così la tendenza all'abbassamento dell'età media di espulsione dal tessuto economico. Ma la stessa classe d'età compresa (analogamente alla fascia 46 - 50) presenta anche un saldo positivo dei dirigenti rioccupati. Tra i 51 e i 55 anni c'è un perfetto equilibrio fra manager inoccupati e rioccupati, mentre trai manager over 55 il numero dei dirigenti ancora inoccupati è superiore ai manager che si sono ricollocati.

Le dimensioni aziendali. Le aziende di grandi dimensioni, soprattutto le aziende multinazionali, hanno visto una consistente espulsione dei manager dall'attività lavorativa. Al contrario, le medie e piccole imprese hanno mostrato una maggiore tenuta di fronte alla crisi economica.

In compenso, però, i dirigenti provenienti dalle aziende di maggiori dimensioni stanno riscontrando una maggiore facilità a ricollocarsi (i rioccupati sono il 42% contro un 40% dei manager inoccupati). Dove vanno invece a finire i manager dopo il percosro formativo? I dati dell'indagine mostrano uno spostamento rilevante dei dirigenti sulla piccola impresa. Infatti, il 59% si è ricollocato in una piccola azienda contro il 23% di manager assorbiti dalle grandi ed il 18% dalle medie. «La maggiore dinamicità riscontrata nel contesto delle piccole imprese - è l'analisi di Giuseppe Landro - si spiega con una crescita della richiesta di profili manageriali qualificati unitamente al vigoroso sviluppo di nuove realtà aziendali di piccole dimensioni, nate con l'ingresso di manager che hanno scelto la via imprenditoriale o libero professionale».

La flessibilità. L'orientamento alla reinterpretazione della propria managerialità in chiave più flessibile ed adeguata al nuovo contesto economico ha modificato il quadro professionale classico della ricerca di lavoro, sostiene ancora Landro. Mettersi in proprio o accettare un contratto atipico diventa una carta da giocare anche per l'ex dirigente.
Tra i partecipanti al percorso del Cfmt, coloro che si sono ricollocati come dirigenti, cioè nello stesso segmento professionale di provenienza, rappresentano il gruppo professionale più consistente: sono il 28% di coloro che hanno trovato un nuovo lavoro. Seguono gli imprenditori (25%), poi i manager con contratti atipici (contratto di consulenza, collaborazione a progetto e temporary manager) pari al 21%, dalle professioni liberali pari al 15% e dai quadri con un 11% .

La compensation. La crisi economica ha influito negativamente anche sui livelli di reddito acquisiti dai dirigenti ricollocati. Sono una minoranza quelli che contano su un reddito invariato o addirittura cresciuto: rispettivamente il 19% e 10% dei rioccupati.Il 37% ha visto diminuire sensibilmente il proprio reddito da lavoro con un decremento retributivo superiore al 30% rispetto al precedente stipendio. Il 34% dichiara un taglio dal 5 al 30%.

Quali sono i canali di ricerca di un nuovo lavoro? Il network professionale, inteso come la rete di contatti con società specializzate, head hunter, organizzazioni e reti professionali, rappresenta lo strumento maggiormente utilizzato. Il 60% dei dirigenti devono l'avvio di una nuova attività di lavoro a questo strumento di relazione professionale. Inoltre, il 34% dei manager si è servito del passa parola per rientrare nel mercato del lavoro, privilegiando le reti socio-amicali Appena il 6% dei dirigenti ha trovato lavoro attraverso il network on line o i social network.

Fonte: Il Sole 24 Ore
Data pubblicazione: 26 maggio 2011

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