Il sostegno all'innovazione prova a cambiare passo. Il ministero dell'Istruzione è riuscito a impegnare entro la dead line del 31 maggio le risorse contrattate con Bruxelles per quest'anno. Sono stati individuati i 146 progetti di ricerca industriale, presentati dalle imprese in sinergia con enti e università, che si divideranno gli 1,1 miliardi di euro già stanziati. Un miliardo andrà al Mezzogiorno, con un impatto medio sul Pil di Calabria, Campania, Puglia e Sicilia dello 0,24%; i restanti 100 milioni saranno dirottati verso il Centro-nord.
Le risorse provengono quasi interamente dal Programma operativo nazionale (Pon) Ricerca e Competitività 2007-2013 dell'Unione europea, destinato alle «regioni della convergenza» e gestito in parte dallo Sviluppo economico e in parte dal Miur. Da quando il bando è partito (il 10 febbraio 2010) la "torta" a disposizione delle aziende è passata dai 565 milioni originari – di cui 100 provenienti da poste di bilancio nazionali e come tali destinate alle aree centro-settentrionali – a 1,1 miliardi.
Complice il forte interesse delle imprese con 533 domande presentate (per un valore di 5,8 miliardi) e 354 ammesse alla fase finale (corrispondenti a 3,5 miliardi), la procedura di valutazione è durata oltre un anno. La graduatoria definitiva con i 146 beneficiari, che si vedranno recapitare più di 10 milioni di euro pro capite, è stata compilata nei giorni scorsi e dovrà ora ottenere la registrazione della Corte dei conti. Dopodiché sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.
A quel punto i soggetti prescelti, di cui fanno parte anche Fiat, Poste e Finmeccanica, dovranno presentare la garanzia fidejussoria e la certificazione antimafia in modo da poter arrivare entro questo mese alla stipula dei contratti. Se così fosse, tra luglio e settembre, il dicastero guidato da Mariastella Gelmini potrebbe staccare tutti gli assegni contenenti l'anticipo del 50% dei fondi. Il resto arriverà man mano che procederà di pari passo allo stato di avanzamento dei lavori.
Dalla suddivisione territoriale dei progetti selezionati emerge che quasi metà delle risorse appostate per il Sud finiranno alla Campania con 454,9 milioni. A seguire troviamo la Sicilia (192,6 milioni), la Calabria (179,3 milioni) e la Puglia (174,5 milioni). Una ripartizione che ha fatto arricciare il naso all'amministrazione guidata da Raffaele Lombardo perché giudicata troppo sbilanciata a favore delle imprese campane. L'impasse è stato superato grazie all'intervento dei ministri Mariastella Gelmini e Raffaele Fitto e all'accantonamento di altri 301 milioni che nei prossimi mesi verranno usati per azioni di compensazione e riequilibrio. Magari utilizzando lo strumento del contratto di programma strategico per la ricerca introdotto di recente dal decreto sviluppo.
Passando ai nove settori di intervento la quota più ampia dei fondi finirà alla linea salute dell'uomo e biotecnologie (247 milioni). Praticamente il doppio di quanto otterranno ambiente e sicurezza (128 milioni), trasporti e logistica (117 milioni) e Ict (110 milioni). I circa 400 milioni che restano saranno invece ripartiti tra agroalimentare (98 milioni), energia e risparmio energetico (95 milioni), materiali avanzati (74 milioni), beni culturali (70 milioni) e aerospazio (57 milioni). Una graduatoria più o meno rispettata anche nella distribuzione dei 100 milioni destinati al Centro-nord, grazie alla possibilità concessa dal bando di poter svolgere il 25% delle attività finanziabili al di fuori dell'area della convergenza.
Decisamente soddisfatto per i risultati di quello che definisce «uno dei più grandi mai gestiti da una pubblica amministrazione italiana quanto meno per quanto riguarda la ricerca, il direttore generale per la ricerca del Miur, Antonio Agostini, che sottolinea: «La spesa per i progetti Pon inciderà sui Pil di Calabria, Campania, Puglia e Sicilia per una media dello 0,24% all'anno nei prossimi tre anni. Applicando il moltiplicatore keynesiano per la ricerca (stimato 1,8 della spesa) – aggiunge – la percentuale di incremento sale allo 0,44 per cento». Senza contare che «applicando le ulteriori misure in itinere i suddetti valori saranno esattamente triplicati».
Entro l'anno, infatti, viale Trastevere conta di poter impegnare anche i 915 milioni già banditi per i distretti tecnologici e i laboratori pubblico-privati e i 400 per il potenziamento delle infrastrutture in ricerca annunciati a questo giornale la settimana scorsa dalla Gelmini.
I NUMERI
533 - I progetti presentati
Numero dei progetti presentati
5,8 miliardi - Il valore
Valore dei 533 progetti
146 - Progetti approvati
Numero dei progetti approvati
1,1 miliardi - Il valore
Valore dei 143 progetti approvati, di cui un miliardo nelle quattro regioni convergenza e 100 milioni al Centro-Nord
4 - Le regioni
Beneficiano dei fondi: Calabria (179,3 milioni), Campania (455 milioni), Sicilia (193 milioni) e Puglia (174,5 milioni)